Ci sono molti modi di incontrarsi, e normalmente le
occasioni più belle avvengono per caso, quando la persona del cuore si
materializza in modo insospettabile e prende piede nella vita dell’altro
compiendo traiettorie spiazzanti come quelle tracciate da Giulia, detenuta
modello ed istruttrice di nuoto nelle ore di libertà vigilata. I suoi sono
gesti anonimi, scontati per chi fa il suo lavoro, che verrebbero assorbiti dal
rumore sordo di una piscina affollata se non fosse per la predisposizione di
Guido, scrittore di una certa fama, a soffermarsi sui dettagli dell’esistenza
come una parola non detta, uno sguardo distratto e soprattutto quella
sensazione di un isolamento voluto che Giulia mette in modo per negarsi e se
stessa ed al mondo. Per lei oltre ad una pena da scontare anche la figlia adolescente che ha
abbandonato e che ora non la vuole più vedere. La primogenita di Guido è invece la
parte migliore di una condizione familiare precaria per la mancata affinità con
una moglie incapace di apprezzare il suo talento.
Nell’universo cinematografico di Giuseppe Piccioni la solitudine è una costante a qualsiasi latitudine
Immersi nel loro mondo personale, obbligati
dall’eccezionalità del loro carattere e dalle scelte che mettono in atto i
personaggi del regista marchigiano sono alieni destinati a comprendersi tra di
loro oppure a restare soli. Una condizione che le storie del regista
marchigiano provano a spezzare mettendo in scena momenti di condivisione tra
uomini e donne eternamente a disagio nel confronto con l’altro. Come già Antonio
e Maria di "Luce dei miei occhi"(2001) e Ernesto e Caterina di
"Fuori dal mondo" (1999) anche Guido e Giulia hanno nei propri
cromosomi le stimmate di una esistenza materiale che li separa dalla gente, ma
Piccioni non si accontenta di scrivere le caratteristiche sulla carta
d’identità dei personaggi, immaginando per loro due luoghi necessariamente
appartati come quello della creazione artistica e della prigione, bensì ricerca
proprio in quei due contesti la soluzione del problema, immergendo
letteralmente i personaggi nell’essenza dell’altro, con i protagonisti del
libro che Guido tenta di scrivere, magicamente presenti nella piscina dove lui
prende lezioni di nuoto, e con lo scrittore che ad un certo punto si sovrappone
alla sua istruttrice nell’elemento acquatico – insistite sequenze natatorie ci
mostrano Guido ormai padrone dello stile che mette in pratica con lunghe
sessioni di allenamento –assumendone su di sé l’abitudine a quella disciplina
sportiva quando la donna deciderà
di rinunciare alle sue uscite giornaliere.
